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Beh se stai leggendo benvenuto in questo angolo di web.
Oltrelacorda è fondamentalmente un blog personale dove metto in lettere quello che sto imparando nel mio personale percorso nel mondo del combattimento. Più precisamente nel combattimento in piedi.

Lo so, dovrei scrivere chi sono, esibire un eventuale curriculum e quant’altro. Preferisco però parlarti di come nasce oltrelacorda e perché questo sito che oggi puoi esplorare è nella sua versione 2.0.

Oltrelacorda nasce nel 2016, per diverse questioni mesi prima misi in pausa la mia carriera agonistica, che per il momento non si è ripresa. Ero in procinto di trasferirmi a causa della perdita di lavoro in quella che era la mia città nel centro Sardegna. Poco prima del trasloco subii un brutto infortunio mentre davo una mano a degli amici a preparare un combattimento. Mi ruppi il tendine del bicipite e per uno che sta per cercare fortuna fuori da casa non è proprio un buon inizio.
Oltrelacorda diventa così l’unico modo che ho avuto per un bel po’ di tempo per alimentare la mia passione per il combattimento. I post che puoi leggere su questo sito hanno anni, molti non sono più on-line.
Qualche settimana fa ho avuto problemi con l’hosting e mi ritrovai all’improvviso senza più i post e tutto quello che ero riuscito a creare. Sono riuscito a recuperare gli articoli più importanti, altri li riscriverò.

Non ti nego che il sito stesse per non rivedere la luce del sole.
Il crollo del blog è avvenuto in un periodo non proprio sereno e, personalmente, ho sempre pensato che tutto ciò che nasce debba anche morire.
Al contempo la capacità e l’ostinazione di risolvere altre situazioni hanno portato con se la spinta creativa per nuovi progetti legati al sito. Così basandomi sulle parole di Donnie Darko “la distruzione fa parte del processo creativo” ho fatto il possibile per recuperare i post e sto cercando di rimettere in moto questo blog.

Lo dico con una punta d’orgoglio: lo faccio anche per quelle persone che mi hanno sostenuto, nell’ultimo periodo oltrelacorda contava circa 3000 utenti al mese. Ho ricevuto gli apprezzamenti di atleti professionisti, importanti allenatori e di tanti appassionati.
Ovviamente non sono mancate le critiche, alle quali comunque devo tanto.

Lo scopo del blog è quello di approfondire tramite la condivisione. Nella precedente versione utilizzavo il termine sardo “dischente” -apprendista- e scrivevo così:
” I miei post, che ben mi guardo dal chiamare articoli, nascono sempre da qualche spunto, da qualcosa che osservo e su cui provo a ragionare.
Questi spunti non sono che il seme, scrivere è la pioggia che alimenta la mia ricerca. Mi obbliga a rileggere i miei pensieri e metterli al vaglio, controllare mille volte l’aver preso fischi per fiaschi o se ho commesso un errore concettuale… Che di quelli ortografici e grammaticali non me ne rendo proprio conto!
Il mio operato è più quello di un ricercatore, ogni qualvolta che scrivo delle tecniche mi ritrovo a guardare una marea di atleti e di match per cercare di capire quali siano le meccaniche, le varianti e i contesti e da lì ricavarne una conclusione.
Una delle domande più frequenti che faccio a chi mi allena è quella di correggermi, perché è fondamentale per me capire quali sono le dinamiche in gioco e poi raffrontarle a quelle che vedo dai professionisti.

E’ un po’ un’arma a doppio taglio perché mi rendo conto che ci sono note di stile che vengono prese, delle volte, come dogmi. Osservare e notare le diverse scuole è un allenamento che fa mantere la mente elastica e che permette di riuscire a filtrare le informazioni.
Scrivere è una necessità, mi permette di addentrarmi nelle questioni molto meglio di quanto non riesca a fare solo pensandoci.
Non solo, è un atto egoista: scrivo di quello che mi piace come mi piace. E’ una cosa che mi rilassa molto ma non mi fa sentire minimamente un esperto, anzi proprio al contrario mi fa rendere conto di essere un dischente..”

Parleremo a tempo debito dei progetti futuri.
Grazie per aver letto sin qui.