Cronaca di un infortunio annunciato

Quei quattro gatti che seguono il blog si saranno accorti del periodo di silenzio, durato più di un mese, da parte mia. I motivi son molteplici, esami universitari, trasferimento e un’alquanto opportuna lesione totale del tendine del bicipite… Già, non poteva capitarmi in momento migliore: essendo alla ricerca di un lavoro i datori non vedono l’ora di assumere uno che avrà un braccio fuori uso per mesi!

La lesione del tendine è avvenuta durante uno sparring (in realtà è nato tutto con i sovraccarichi, l’allenamento tecnico è stato solo il fattore scatenante).
Scambiavo con un amico di vecchissima data, un ottimo pugile ed oggi professionista di mma. Non solo un amico e compagno di allenamento ma anche un “mio atleta”, ho iniziato infatti a seguirlo per prepararlo atleticamente per dei match veramente importanti che ha sull’orizzonte.
Un giorno decidiamo di allenarci in tre, io, lui è un altro amico che seguo per le mma, un toro vero e proprio anch’egli con dei match molto importanti in vista. Riassumendo: la bestia, lo stilista e lo stronzo di turno che non sale sul ring da più di un anno… indovinate chi fosse lo stronzo.
Touché.

Gli scambi hanno un ritmo intenso ma i colpi non sono mai pesanti, ottimo. Ruotiamo in modo di alternare tra recuperi completi e incompleti con sparring partners stilisticamente molto diversi. Un pugile molto pulito ma bello tecnico anche a terra, un grappler dai colpi pesanti ed io che, in quanto praticante di thai, contribuivo solo nello striking e nel clinch.
L’allenamento è intenso e pago un po’ la spensieratezza estiva, il fiato non è il massimo ma arrivo alla fine.
Decido di fare un ultimo round col mio amico dal passato pugilistico, io pugilisticamente faccio schifo quindi quale modo migliore per progredire?
Durante lo scambio noto un vizio, quando vado in guardia mancina tende ad evitare il jab scoprendo il capo. Così provo a sfruttare quel buco nella sua difesa, per la frenesia dopo il jab butto un gancio lungo e sporco.
Va a segno ma qualcosa si rompe.
Una scossa al braccio e mi butto a terra. Non so il perché ma ho riconosciuto subito essere una lesione al tendine.
Da lì ha il via un’odissea durata qualche settimana sino al ricovero in ortopedia.

Operazione fatta, ora è necessario il tempo del recupero e della riabilitazione, si parla di mesi.
Mesi rubati all’allenamento!
Non proprio, seppur vero che non potrò lavorare tecnicamente ci sono delle qualità sulle quali è possibile agire.
Nel prossimo periodo posterò un piccolo diario d’allenamento che cercherò di seguire durante un infortunio di questo tipo.

P.S.
Infortunio annunciato? Mi è capitato, di rado, di avvertire delle piccole scosse al bicipite brachiale durante le trazioni con le mani in supinazione, in genere smettevo subito di allenarmi e tenevo il muscolo a riposo per un po’ di tempo.
Son sempre stato discretamente forte nelle trazioni, uno degli esercizi che ho eseguito con alto volume per molto tempo. E’ quasi certo che l’incidente al tendine sia nato dallo stress del lavoro sulla forza più che dagli allenamenti di thai. Il fatto che sia avvenuto, per giunta, in un periodo di fortissimo stress personale lascia poco spazio ai dubbi…

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