S’istrumpa, il clinch e l’amore ai tempi di youtube

Andate fuori città, cercate una campagna un po’ inselvatichita e osservate due metri quadri di terreno. Noterete che ci sono tante piante e insetti che convivono l’uno al ridosso dell’altro senza ledersi a vicenda ma contribuendo l’uno al sostentamento dell’altro.
Perché faccio questo preambolo? Per far notare che in natura succede facilmente che qualcosa di sostanzialmente diverso contribuisca a rendere un altro essere sano e forte. Questo perché la biodiversità è ricchezza.

L’amore ai tempi di youtube.

Il sito di video in streaming ha portato a tutti noi i primi incontri di vale tudo, questi hanno avuto il merito di far capire a me e a tanti altri quanto fosse necessario avere conoscenze di base anche in discipline che non fossero le proprie, dando vita così ad atleti sempre più ibridi.

Gli scontri tra stili non hanno perso il fascino e su youtube troviamo ancora video del tipo “boxe vs kung fu“.
Al di là dello scontro misto, è possibile guadagnare qualcosa aprendosi a stili differenti e riuscire a vedere determinate situazioni con un altro punto di vista, ottenendo così nuove soluzioni a vecchi problemi.

In questo post abbiamo parlato del muay liam kow e della sua tendenza a eseguire numerose proiezioni. C’è una disciplina proveniente dalla mia isola che si avvicina molto al clinch della muay thai, questa disciplina è la lotta tradizionale nota come s’istruma (a volte solo strumpa).
Lo scopo di questa lotta è portate l’avversario al suolo utilizzando più che la forza fisica la tattica, ossia capire quanta forza applicare (e come) in determinate situazioni per atterrare l’avversario.
Principio che ben si sposa al clinch della thai e che personalmente mi ha aiutato a ottenere netti miglioramenti nel chap kor.

Qui possiamo osservare la presa alta al busto, le teste sono molto vicine. Da regolamento le guance dei contendenti dovrebbero sfiorarsi.

L’immagine è offerta dalla Polisportiva Gigliotti scattata durante il torneo di lotte celtiche.


Come sappiamo la posizione è analoga a quella del clinch della disciplina tailandese.

Ovviamente lo sviluppo della lotta è molto diverso, un thai boxer cercherà di colpire con le ginocchia o con i gomiti. Nell’altro caso si andrà esclusivamente alla ricerca dell’atterramento dell’avversario con la tendenza a buttare molto in basso il proprio baricentro, gesto che espone parecchio alle ginocchiate.

Ne s’istrumpa, come in tutte le lotte tradizionali, sono presenti gli atterramenti da sollevamento. Questi però sono solo una parte dell’arsenale, la maggior parte degli atterramenti, nella lotta sarda, avviene per torsione e spazzate, proprio come quelle che ama Pajonsuk.

Molto più che le tecniche, però, è importante acquisire da queste discipline la sensibilità necessaria a capire che lavori di spinta/trazione sfruttare per far sì che il nostro avversario perda l’equilibrio e usare l’esplosività tipica dei lottatori per mettere in atto i movimenti; non solo, la lotta corpo a corpo richiede molta resistenza fisica qualità fondamentale per il chao ko.
Secondo me, però, la caratteristica migliore che una disciplina di lotta ci può insegnare è quell’insieme di movimenti e tattiche per riuscire ad arrivare a posizioni dominanti che ci permetteranno di proseguire il nostro match nella maniera più congeniale, sia che si parli di percussione o di proiezione.
Ottenere queste posizioni è molto importante anche dal punto di vista psicologico, vi siete mai trovati nella merda durante un clinch? In una di quelle situazioni dove vi sentite vulnerabili come il sacco che avete appeso in palestra? Vi è mai capitato di mettere nello sterco il vostro avversario durante la lotta? Son situazioni che possono stravolgere il match.

Il mio invito è quello di sperimentare anche discipline diverse, capirne i principi e scoprire cose nuove. Non diverremo i nuovi Buakaw ma potremmo sentirci degli atleti decisamente più consapevoli.

Buona pratica

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