High kick, come e perché

Se c’è una tecnica che ossessiona la quasi totalità dei praticanti si tratta indubbiamente dell’high kick. In tanti vorrebbero riuscire a colpire il proprio avversario al viso con una buona scioltezza, in pochi riescono a farlo.
Colpire al viso con le tecniche di gamba è un chiaro simbolo di potenza e forza, eppure un sacco di volte ci si ritrova ad avere come il freno a mano tirato e ci viene impossibile portare a segno la percussione.
In questo articolo analizzeremo la natura del movimento.

Il calcio alto richiede principalmente una buona dose di scioltezza.
Raggiungere una flessibilità alla Van Damme non è necessario, per poter tirare un calcio all’altezza delle nostre tempie, infatti, non è d’obbligo l’elasticità di un ballerino. Quindi continuate pure con lo stretching ma non cercate ossessivamente di arrivare a fare gli acrobati sui camion.

Gli high kick sono una categoria di tecniche: Per quanto possa sembrare strano ad un non addetto i calci al viso non sono tutti uguali.
Prenderò in analisi però solo i convenzionali, ossia i  semi circolari:
Ne esistono di 3 tipi che si differenziano per il movimento delle anche. Prenderò in considerazione le due metodologie principali in quanto la terza risulta essere quasi un ibrido per la quale dedicherò un altro post.

Nessuna delle due tecniche è superiore all’altra, sono semplicemente due modi diversi di arrivare allo stesso bersaglio.

La prima tipologia è forse la meno convenzionale come insegnamento.
Questo tipo di high kick comporta una traiettoria di impatto che va dal basso verso l’alto. Immaginiamo la traiettoria del calcio che va dalla parte destra della mascella (o sinistra) sino alla tempia opposta.
Ovviamente il bersaglio può essere qualsiasi punto dal collo alla tempia, l’importante è capire il movimento della parte dell’arto inferiore che andrà ad impattare.

Notare la posizione del ginocchio e del busto

Questo tipo di high kick permette di tenere il busto molto alto e di colpire da una distanza molto breve. Questo calcio è rapidissimo ma non molto potente (non fatevi ingannare da eventuali dati numerici, è sempre un calcio in faccia!), questo perché non permette di sfruttare al massimo il peso corporeo in quanto la torsione del busto è ridotta.

Per poter calciare alto senza dover inclinare il busto è necessario bypassare un limite fisiologico, quello del grande trocantere.
Il grande trocantere è quello sperone che spunta dal femore; sollevando la gamba e allontanandola dal piano sagittale (la linea che va dai gioielli di famiglia al naso!) questo incontrerà come ostacolo la spina iliaca (l’osso del bacino) dovendo interrompere la corsa del femore.

In questo tipo di high kick però il trocantere non incontrerà ostacoli perché il set up del calcio imporrà una traiettoria sul piano sagittale (più o meno), ossia dal basso verso l’alto.


Osservate come il ginocchio salga al di sopra del bacino puntando il bersaglio come se fosse lui a dover impattare.
Quello che succede nella pratica è più o meno questo: cerco di portare un ginocchio al viso ma non arrivando a bersaglio ho necessità di estendere la gamba.
E’ un calcio infimo, molto rapido che viene dal basso.
E’ il famoso “Left kick cemetery” di Mirko Cro Cop.

Passiamo ora alla seconda tipologia, la più usata e per la quale vale il vecchio adagio insegnatoci dai taekwondoka: Più giù va la testa più sale il calcio.
La traiettoria di questo calcio sarà molto più orizzontale della precedente. Questo comporterà la descrizione di una parabola e quindi una diversa gestione delle anche.

Guardate l’angolo indicato la gamba d’appoggio e la linea della colonna (in realtà prendiamo sempre in considerazione le vertebre lombari). Possiamo osservare quanto sia ridotto rispetto alla situazione precedente.
Vi ricordate il trocantere? Bene, con questa traiettoria sarà necessario creare spazio per permettergli di non incontrare ostacoli per portare la gamba alla massima altezza. L’atleta per poter creare questo spazio ruoterà il bacino sino a portarlo ad essere il più perpendicolare possibile al suolo. L’allungamento è sul piano frontale (ossia la distanza aumenta tra una coscia e l’altra)*.

Questa tecnica segue lo stesso principio del calcio medio

Vedete? Il movimento è estremamente simile, la differenza sta principalmente nell’inclinazione del busto dato dal diverso grado di ampiezza frontale.

Questo high kick è molto più potente del primo, di contro però è un po’ più lento e leggibile.
Come sempre la tecnica migliore è quella che riusciamo a mettere a segno.

L’abilità nel calciare alto è condizionata, a parer mio, principalmente dalla forma dell’articolazione dell’anca. Calciare alto è fattibile per chiunque, solo che per alcuni è più facile che per altri.
L’approccio migliore per padroneggiare queste tecniche è sempre lo stesso: praticarle.
Basta una buona dose di stretching dinamico per sciogliere la muscolatura e oliare le articolazioni, poi provarle a vuoto.
Una volta padroneggiata la tecnica a vuoto potremmo cominciare a scaricare con un po’ di potenza al sacco.
Piano piano scoprirete che spesso si calcia diversamente con le due gambe, infatti, questo articolo nasce proprio da ciò che ho sempre notato in me, la differenza del gesto tra gamba destra e sinistra!

Buona pratica

*I più riflessivi avranno pensato alle fotografie dei calci nelle quali alcuni soggetti portano completamente in busto parallelo alla gamba d’appoggio  eseguendo di fatto una spaccata sagittale con un piede a martello. In questi casi però non si tratta ti tecniche circolari ma di calci “a spingere”!

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