Muay Thai o Kickboxing?! Le differenze fondamentali

Questo post lo dedico alla mia ragazza, Giovanna, e a tutte quelle ragazze (ma non solo!) che si ritrovano a chiedersi costantemente quale sia la differenza tra le varie thai boxe, muay thai, kickboxing e k1.

La Muay Thai e la Kickboxing si assomigliano solo quando ti fermi ad osservare due tizi mezzo nudi su un ring che se le danno.
Le differenze tra queste due discipline sono molto profonde e riguardano diversi aspetti. Andiamo ad analizzarli.

Arte marziale o sport da combattimento

Cominciamo col specificare che non esiste alcuna differenza tra muay thai, boxe thailandese e thai boxing. Sono semplicemente dei nomi, la traduzione di quella che in Thailandia viene semplicemente definita “lotta”.
La kickboxing è uno sport, mentre il k-1 è un tipo di regolamento. Ormai tutte le scuole di kickboxing lavorano sul k-1 style, ossia si allenano secondo questo tipo di regolamento, e questo può facilmente generare confusione.
L’intento di questo post è di soffermarsi sulle differenze che distinguono la boxe thailandese dalla kick boxing.

La prima differenza tra le due discipline può essere, se vogliamo, ontologica. La muay thai è una vera è propria arte marziale, con i suoi riti, le sue tradizioni e le sue apparenti contraddizioni.
Oggi questa disciplina è incentrata quasi solo sul livello sportivo eppure le tradizioni e i riti rimangono.
Come tipico delle tradizioni orientali la metafisica ha un ruolo molto importante, prima di combattere un nak muay pratica dei rituali:
Inizialmente troviamo il kuen suu weitee, è il rituale che precede l’ingresso dell’atleta sul ring, che prevedete delle preghiere e delle meditazioni. Termina con l’ingresso sul ring, la tradizione thailandese vuole che l’atleta passi sempre sopra la quarta corda, solo i perdenti passano sotto.
Prima di iniziare il combattimento il pugile deve eseguire da regolamento il wai khru, un rituale per rendere tributo non solo al maestro ma anche alla nazione e agli antenati.
In seguito un nak muay può praticare la ram muay, una danza rituale (può durare diversi minuti) che ha come intenzione principale quella di scacciare via gli spiriti maligni.
Non solo, nella muay thai sono presenti gli amuleti, i più noti sono il mongkon -da portare sul capo- e il prajiad da portare sul braccio- questo è l’unico che può essere tenuto per tutta la durate dell’incontro.
Il mongkon rappresenta la scuola di appartenenza e non può essere toccato dal pugile, invece il prajiad è un amuleto strettamente personale, in tessuto, che spesso avvolge dei testi religiosi.
Nella kickboxing non troviamo niente di tutto ciò, l’ingresso è più dinamico e ogni atleta ha il proprio modo di viverlo. La kick è uno sport mentre la thai è anche uno sport.
E’ importante aggiungere che negli incontri di thai è sempre presente la musica tradizionale.

Arsenale e stile

La prima distinzione che si è soliti fare è quella sull’arsenale tecnico: Nella muay thai si usano i gomiti”.
Personalmente ho sempre detestato questa riduzione, non perché non sia vera ma perché non sono di certo i gomiti a creare la differenza d’offesa quanto la lotta corpo a corpo (altrimenti definita chap kor o clinch).

Sebbene entrambe le discipline comprendano calci e pugni, la kickboxing è uno sport da percussione puro (qualcuno dice striking) come il pugilato, il taekwon-do o il point karate.
La muay thai, seppur a grossissima componente schermistica, è uno sport spurio o misto qualsivoglia. La possibilità di portare colpi nella lotta corpo a corpo e il grosso lavoro che è possibile fare in questo contesto cambia profondamente l’impostazione del match.
Nella muay thai si sta tanto tempo “abbracciati” all’avversario, la fase di lotta è quella che mi ha fatto innamorare di questo sport ma è la stessa che la può rendere noiosa ai molti: è come la lotta a terra, se non la capisci non l’apprezzi.
E’ importante capire che ai fini dell’estetica del match il clinch crea veramente un divario, è come confondere la focaccia genovese con la torta della nonna solo perché vanno entrambe in forno e contengono farina!

La kickboxing risulta essere generalmente più dinamica e spettacolare e, a mio parere, meno violenta. Il kickboxer incarna facilmente la danza pugilistica che contribuisce al dinamismo stilistico, i thai boxer invece mantengono, di norma, un atteggiamento più composto.
Per il resto ovviamente ci sono delle analogie, scazzottano e scalciano in entrambe le discipline, solo che la kick pone più enfasi stilistica sulla pugilistica mentre nella thai si valorizzano le tecniche di gamba evitando le lunghe combinazioni.

La valutazione

La valutazione è infine ciò che più differenzia le due discipline. I principi tramite i quali vengono giudicati i match sono molto differenti, prendiamo in esempio il regolamento del Glory: è molto semplice ed intuitivo: Ci sono 4 parametri di base, il numero di knock down, il danno inflitto all’avversario, il maggior numero di colpi “spettacolari” portati e il maggior numero di colpi portati a segno.
La cosa che amo del Glory è il livello di informazioni fornite dall’organizzazione durante il match, c’è sempre infatti la percentuale dei colpi portati e di quelli che arrivano a destinazione. Questo permette allo spettatore di avere sempre un’idea chiara sul verdetto finale, importante per educare il pubblico allo sport.

Nella muay thai le cose si complicano parecchio, la valutazione del match è olistica e prende davvero in considerazione delle variabili difficili da considerare per un non addetto.
La tradizione torna prepotente anche in questo caso, viene considerata in grosso modo quale sia la muay thai più bella tra i due pugili, lo spirito e l’atteggiamento*, la resistenza etc.
Le tecniche portate hanno valore diverso, in genere una tecnica può avere una classe a seconda dell’effetto inferto. I pugni tendenzialmente hanno valore solo se creano evidenti danni.

Ovviamente in entrambi i casi c’è sempre un po’ di spazio all’interpretazione e le polemiche non mancano…

In conclusione spero di aver chiarito un poco le differenze tra queste due discipline, non vuole essere un confronto su cosa sia peggio o meglio perché penso che ognuna delle due abbia dei pro e dei contro.
La spettacolarità e la dinamicità degli incontri di kickboxing lo rendono uno sport assai divertente e coinvolgente cosa che permette di raggiungere un pubblico molto più vasto, in oltre il fatto che i verdetti siano più fruibili agevola la popolarità della disciplina. Se ci aggiungiamo che i kickboxer posseggono generalmente una pugilistica migliore e che ciò trova terreno fertile nella cultura sportiva occidentale… beh il gioco è fatto.
Eppure io amo la thai, amo il clinch… ma questi son gusti. E i gusti sono come le palle, ognuno ha le sue.

*un piccolo esempio: generalmente si combatte per 5 round da 3 minuti, i primi due vengono in genere considerati di studio, il terzo e il quarto sono i più intensi mentre nel quinto l’atleta chiaramente in vantaggio tenderà ad abbassare il ritmo “perché ormai ha vinto”, continuare a dare il massimo non è un gesto apprezzato dai giudici.
Ovviamente se c’è un bel premio per un ko il discorso cambia…

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