Come aumentare la potenza dei colpi

La ricerca della potenza ossessiona ogni fighter, che si tratti di high kick, pugni o low kick il desiderio è sempre uno: mandare knock out l’avversario.

Abbiamo già affrontato il concetto di potenza delle percussioni e dell’importanza di questa nella muay thai. Oggi ci concentriamo sul segreto alla sua base, un segreto ovvio ma spesso dimenticato.

Esercizi magici

Negli ultimi anni la preparazione atletica ha assunto una smisurata importanza negli sport da combattimento, riuscendo a far passare il messaggio che valga tanto quanto -se non più- della tecnica e della preparazione specifica.

Tutti a cercare gli esercizi magici, bande elastiche per rallentare le tecniche, pugni con manubri imbarazzanti (parliamo di shadow boxing con carichi di 14-16 kg!) , maschere anti-gas e chi più ne ha più ne metta.
Tanta merda e poca concretezza.
L’allenamento fisico è fondamentale per avere prestazioni migliori come combattenti ma non è necessario fare cose strane. Basta il giusto potenziamento generale ed utilizzare in maniera equilibrata pochi strumenti: bilanciere, kettlebell e corpo libero. Ogni tanto possono starci delle clave ma per ora non sono troppo comuni.

Un problema ricorrente è l’approccio religioso ad uno strumento. Conosco tanti ragazzi che sono dei fondamentalisti, prima degli strumenti poi delle scuole. E via che si crede che la preparazione atletica coincida con il powerlifting, col calisthenic, con l’allenamento funzionale etc.
Preparazione non vuol dire nemmeno crossifit, ma il discorso è più lungo, ne parleremo più in là.
Pensare che uno strumento solo sia la chiave o che un’altra disciplina/scuola lo sia, equivale a perdersi il resto. Come se un carpentiere avesse solo un cacciavite nella sua scatola degli attrezzi.

Pochi ma buoni

Gli eserci utili ad aumentare la forza e la potenza di un fighter sono sempre gli stessi. Pochi esercizi perché è necessario fare economia sul tempo e sulle energie da dedicare all’allenamento non specifico.

Potenza:

  • Power Clean
  • Push press
  • Muscle ups
  • Salti (pliometrici, in lungo etc)
  • Scatti (30 m, 50m, salite etc)

Forza:

  • Stacco da terra
  • Press (military, kb press, etc)
  • Trazioni
  • Front lever
  • Squat e affondi

Tali esercizi dovrebbero essere accompagnati da altri come lo swing e lo snatch col kettlebell, i piegamenti alle parallele, dragon flag ed altri complementari.

Questi sono quelli che ritengo più o meno fondamentali. Ho delle perplessità sullo squat, penso che uno striker debba evitare l’enfasi su questo esercizio.
Alcuni ritengono fondamentali esercizi come lo snatch olimpico ma l’apprendimento richiede molto tempo ed un inutile stress sulle spalle.

Le progressioni ed i miglioramenti su questi vanno programmati e periodizzati con criterio rifuggendo dai lavori a caso.

Il segreto di Pulcinella

Con un buon programma per la preparazione andremo a lavorare su tutte le catene muscolari e i parametri che dovrebbero aumentare la potenza dei nostri colpi.
Dovrebbero. Già, perché in una percussione la potenza può essere espressa solo se c’è una condizione fondamentale: Il rilassamento!
Bel segreto del cazzo, eh?

Possiamo far esplodere le nostre percussioni solo se i nostri muscoli saranno rilassati.
Uno stato di eccessiva tensione muscolare congestiona la fluidità dei movimenti, è la causa dei colpi legnosi, decisamente poco potenti ma dal gran dispendio energetico.

Per esempio rimanendo rigidi sulla guardia è facile creare tensioni eccessive sui muscoli che tengono le braccia vicino al corpo (dorsali e pettorali). Questi muscoli inibiranno quelli del movimento antagonista ossia la distensione del braccio (per i nerd: lo so che è una descrizione un po’ grossolana ma non mi interessa essere troppo tecnico).
Questo fenomeno è noto come principio di inibizione reciproca” ed è fondamentale nell’allenamento della flessibilità.
In pratica se vogliamo scattare al verde del semaforo non possiamo tenere il piede a far forza sul pedale del freno ma dobbiamo lasciarlo rilassato pronto ad affondare sull’acceleratore!

Come allenare la rilassatezza

Cercare di rimanere rilassati mentre si lavora al sacco è un conto, provarci nello sparring un altro e farlo durante il combattimento è tutta un’altra questione.
E’ fondamentale però iniziare dalle basi, se non riusciamo a stare rilassati durante il vuoto o durante le sedute ai pao come potremmo mai esserlo sul ring?

La difficoltà maggiore è riuscire a mantenere il focus sul rilassamento durante l’allenamento al sacco o nello sparring. Quando impareremo a stare rilassati in queste situazioni potremo esserlo anche durante un combattimento.
Mantenere questo stato di rilassamento, come detto prima, richiede concentrazione. Abbiamo visto che la meditazione aiuta gli atleti a rimanere più lucidi e concentrati, risultando così un importante strumento per mantenere questo stato.

Una volta acquisita un po’ di dimestichezza dovremo esercitare il rilassamento in situazioni di stress crescenti. Fare sparring con qualcuno molto più bravo di noi, farlo sotto l’occhio di chi ci giudica, sia un familiare o una persona della quale desideriamo la stima. A nessuno fa piacere farsi gonfiare il muso di fronte ai propri cari, questa è una delle cause di stress principali negli sport da combattimento.
Imparare a stare rilassati allargando la confort zone garantirà la potenza dei propri colpi ed una aumentata resistenza alla fatica.

Buona pratica

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